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Oro e argento BENI RIFUGIO

La grande corsa all'oro 


Cina e India nuovi imperi dei gioielli (che comperano anche a Lugano…). L’oro vola per i continui rincari del petrolio, per le paure in politica internazionale e sul debito pubblico in Europa 

Economia e finanza mondiali, ma anche il nostro Cantone, stanno risentendo degli effetti della lotta per la democrazia in Libia le cui alterne vicende fanno crescere i timori di un'escalation delle tensioni in Medio Oriente e in tutto il Nord Africa, con un paventato allargamento dell’instabilità ad Arabia Saudita e Bahrain. Secondo alcuni osservatori mediorientali, gli USA potrebbero anche ‘sacrificare’ la Libia dalla quale importano ben poco, per garantirsi lo status quo in paesi chiave per loro come Egitto e Arabia Saudita. Le esitazioni di Stati Uniti ed Europa a mettersi in gioco sostenendo l’opposizione, secondo un autorevole politico d’opposizione libico, starebbe in realtà facendo il gioco dell’Italia che, infatti, non ha congelato i beni libici e ha tutto da guadagnare da una continuità al governo del loro socio finanziario e industriale Gheddafi. 


Quello che è in gioco sono certamente petrolio, e gas, ma in questi giorni sono il prezzo dell’oro e le quotazioni dell’argento a conquistare un record dopo l’altro sui mercati finanziari. Il balzo alle stelle dell’oro corre sull'onda lunga dell’andamento del metallo giallo nel 2010 che ha visto la più alta domanda d’oro da 10 anni, con 3.812,2 tonnellate (+9%) per un controvalore di circa 150 miliardi di dollari (+38%). 

Gioielli d’Oriente - La locomotiva della richiesta di metallo giallo è stata la gioielleria, che ha recuperato il 17% annuo con 2.059 tonnellate. La domanda è venuta, e viene tuttora, da Cina e India che, da sole, si sono aggiudicate  il 51% del totale della domanda, tra gioielleria e investimenti. Ben prima della crisi nordafricana, i prezzi dell’oro avevano cominciato a crescere a vista d’occhio, toccando dei massimi trascinati dall’incerta situazione finanziaria in Europa, basti pensare alla Grecia che vede declassati da Moody's i suoi rating anche in questi giorni. Eppure, proprio gli investimenti avevano registrato il -2% nel 2010 che rimane comunque il secondo anno più alto mai registrato, con 1.333 tonnellate, pari a 52 miliardi di dollari.  L’aumento dei prezzi medi annuali si è attestato sul 26% con una domanda annuale di gioielli corrispondente a 81 miliardi, cui si affianca la crescita della domanda di oro impiegato in tecnologia ed elettronica (+12,4%). Il mercato maggiore, l’India, ha visto un totale della domanda dei consumatori di 963 tonnellate, con una crescita del 66% rispetto al 2009, in massima parte per il comparto dei gioielli. Invece, la Cina si è imposta sul mercato per la crescita della domanda d’investimento con un +70% annuo. La domanda cinese sta continuando a crescere nel 2011 e con ragionevole certezza la domanda di gioielli d’oro anche per l’India è destinata a rimanere forte. Tanto che perfino in Via Nassa, a Lugano, sono sempre più frequenti gli acquirenti orientali di orologi d’oro di gran marca.

Anche le banche comperano oro - Da notare che, per la prima volta in 21 anni, le banche centrali hanno modificato la loro politica verso l’oro, che ha espresso un saldo positivo tra acquisti e vendite di lingotti, diventando perciò acquirenti. Prima fra tutte la Cina, ma anche le altre banche centrali stanno partecipando alla grande corsa all'oro che prelude, vista anche la continua debolezza del dollaro verso Franco svizzero ed Euro, all’abbandono del dollaro USA come moneta di riserva internazionale. Non solo, Cina e Russia hanno anche incrementato notevolmente l'estrazione di oro dalle miniere. Oro, e argento, si sono dunque confermati come bene rifugio a fronte dell’inflazione, del rischio-paese, dei timori politici internazionali e dei continui rincari del petrolio. Intanto, gli occhi degli investitori restano ancorati sulla prossima riunione della Commissione EU per l’11 marzo, dove verranno discussi i debiti sovrani, la loro sostenibilità, e il rinnovo di quelli di Grecia, Spagna, Irlanda. Si parlerà pure di rafforzamento del patto di stabilità e di ulteriori misure, come uno stress test anche per le nazioni, onde dare maggiore credibilità e fiducia all’Euro.

 

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