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Ancora flessioni sul prezzo dell'argento
Continuano gli sbalzi dei prezzi
qui sotto trovate due grafici dal siti KITCO.COM un leader mondiale nella distribuzione dei metalli preziosi. Un diagramma che rappresenta lo sviluppo del prezzo dal 1833 all 1999 (chart 1) e un diagramma con il prezzo dell'argento dal 1985 all 2011 (chart 2)
I diagrammi dimostrano molto bene che i prezzi sono esplosi in due crisi economici grandi. 1972/73 la crisi energetica e la crisi economica di questi giorni che ebbe inizio con il crollo della Lehman Brothers.
Argento: in balia della speculazione e della regolamentazione
Le autorità provano a fermare la speculazione
Secondo un vecchio refrain i prezzi dell’argento prendono le scale per salire e l’ascensore per scendere. È quello che è successo nelle ultime settimane, quando la volatilità sulle materie prime, e sull’argento in particolare, è esplosa con tutta la sua forza. Il +165% messo a segno dalle quotazioni tra agosto e fine aprile (nello stesso arco temporale l’oro ha registrato un +26%)
ha spinto più di un operatore ad ipotizzare lo scoppio della
bolla sull’Argento. Nell’ultimo mese i prezzi, con una flessione
del 20%, sono scesi fino a 32 dollari l’oncia facendo tornare
alla mente ciò che successe nel 1980 quando la speculazione
innescata dai fratelli Hunt spinse il mteallo bianco ai massimi
storici in quota 50 dollari l’oncia. Oggi, così come 31 anni fa,
la volatilità dei prezzi è stata innescata dalle autorità di controllo,
che preoccupate per l’instabilità del sistema hanno messo
in campo misure per provare a frenare la speculazione. Nelle
ultime settimane il Chicago Metal Exchange ha alzato di quasi il
150% i margini richiesti per poter negoziare i futures sull’Argento,
favorendo la chiusura di numerose posizioni e scoraggiando
l’apertura di nuove.
Il Messico conquista la palma di primo produttore mondiale
Storicamente la domanda di questo metallo per usi industriali ha
ecceduto l’offerta; questa relazione si è invertita nel 2007 e da
allora il mercato dell’Argento ha registrato un surplus di offerta.
La produzione mineraria nel 2010, da cui deriva il 70% dell’offerta
totale, è cresciuta del 2,5% a 736 milioni di once spinta dai nuovi giacimenti in Messico, che ha sorpassato il Perù diventando il primo produttore mondiale. Secondo i dati della GFMS, la crescita registrata dalle vendite da parte dei governi (da 15,5 a 44,8 milioni di once) e dall’Argento riciclato (da 188 a 215 milioni di once) ha portato l’offerta totale (comprese 61,1 milioni di once destinate a copertura) a 1.057 milioni, dai 922 milioni del 2009. La domanda mondiale di Argento nel 2010 è salita del 12,8% mettendo a segno il livello massimo degli ultimi 10 anni a 878,8 milioni di once. Le richieste sono state trainate dagli utilizzi industriali del metallo (industria elettronica e produzione di celle fotovoltaiche), +20,7% a 487,4 milioni (55% del totale). Segue la domanda del metallo in gioielleria, che con un +5,1% annuo ha registrato la prima crescita dal 2003 a 167 milioni (19%). La produzione di monete e medaglie ha messo a segno un nuovo record a 101,3 milioni (12%).
I prezzi potrebbero toccare nuovi massimi storici
Le stime della GFMS per il 2011 vedono la produzione mineraria a 790 milioni di once e la contemporanea crescita dell’Argento riciclato dovrebbe incrementare l’offerta complessiva del 3%.
La domanda industriale è invece attesa in calo mentre le richieste dell’industria gioielliera sono viste in crescita in scia alla ripresa dell’economia globale e dei prezzi record dell’oro. Secondo la GFMS dai 31,86 dollari medi dei primi 3 mesi del 2011 le quotazioni dell’Argento, spinte al rialzo dalla domanda per investimento, potrebbero superare nel corso del 2011 il record storico messo a segno 31 anni fa, pari a 50 dollari l’oncia.
Fonte: RBS investment report








